IL MONDO MERAVIGLIOSO SUBACQUEO DELLA LIGURIA DI PONENTE

I fondali del mare dell’Estremo Ponente Ligure e la vicina Costa Azzurra non hanno niente da invidiare a tanti mari tropicali, con una differenza: il paesaggio sott’acqua è come quello sopra: quanto alti e ripidi i monti, tanto profondi i fondali. La profondità dei punti d’interesse per i subacqua varia dai 26 ai oltre 50 metri.     Nonostante le devastazioni selvaggi di flora e fauna degli ultimi decadi i fondali offrono uno spettacolo variopinto, tra gorgonie, coralli mediterranei ed anemoni e una ricca fauna: murene, cernie, aragoste, pesce luna, vacchette di mare, e perfino barracuda.

Offriamo la possibilità di scoprire i nostri fondali appoggiandosi ai due centri sub nella zona, il Centro Sub Sanremo e Pianeta Blu Diving Center vicino al confine, sia ai sub già esperti che a chi vuole intraprendere per la prima volta l’avventura nel mondo subacqua, seguendo i corsi.

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA PIANETA BLU, LUCA COLTRI

 

IL CENTRO SUB LEGA NAVALE DI SANREMO,logo centro sub sanremo

nasce dalla fusione dell’ ex centro sub matuziani e la L.N.I. (Lega Navale Italiana) sez. di Sanremo. A grandi passi e grazie all’inventiva del responsabile Lanteri Marcello, si è sempre arricchito di attrezzature e non meno di nuovi luoghi di immersione che i giovani sub hanno subito imparato ad apprezzare. Ogni anno approfittano del clima mite, che contraddistingue Sanremo da ogni altra città Italiana, per immergersi da aprile a dicembre inoltrato nelle calde acque del golfo che ancora aNatale e Capodanno raggiungono temperature sopportabili anche dai sub più freddolosi. Le potenzialità del centro possono soddisfare la clientela più esigente.

La  scuola sub, è abilitata al rilascio brevetti C.M.A.S. e PADI, riconosciuti in tutto il mondo.
I corsi si svolgono tutto l’anno sia in piscina che in mare aperto sotto l’attento controllo degli istruttori del centro.

Età minima 14 anni.

PIANETA BLUlogo pianeta blu

Pianeta Blu è nato nel 1995 con grande amore per il mare e passione per la subacquea …  Il diving è gestito da  Manuela e Luca, entrambi istruttori.  Grazie alla voglia continua d’immergersi e al bellissimo clima della  zona sono operativi da Aprile a dicembre, mare permettendo naturalmente.

Per le immersioni il ritrovo è al porto di Mentone Garavan, in Francia, a soli 500 mt dal confine italiano, dove si trovano parcheggi gratuiti e docce calde.

Per le uscite utilizzano una spaziosa barca di 10,60 mt per 18 sub con spazi studiati appositamente per le immersioni.La barca è dotata di tutto ciò che può rendere più confortevole l’immersione: porta bombole, comoda scaletta per la risalita, trapezio per la sosta o decompressione, narghilè a 5mt, ossigeno, dotazioni di sicurezza. Una  guida vi accompagnerà sempre sott’acqua.

Durante il vostro soggiorno sarà lo staff ad occuparsi del ricovero e del trasporto dell’ attrezzatura sub dal diving al molo d’imbarco, voi non dovrete più pensarci!

Sono aperti da Aprile a Dicembre, d’estate escono tutti i giorni e d’inverno tutti i week-end ma su richiesta anche in settimana con almeno 4 subacquei. La profondità e il tipo d’immersione dipendono dal livello di brevetto dei partecipanti quindi ricordatevi di portare il brevetto e il libretto immersioni.

SEGUONO ALCUNE DESCRIZIONI DI PUNTI D’IMMERSIONE VICINO A SANREMO:

SANREMO

PALINFILA

Scogliera (muro o caduta) sommersa che corre da est a ovest ad una profondità tra i -22 e i-26 mt. Non particolarmente lunga tanto da permettere un immersione confortevole e completa anche con bombole ridotte (es: 12lt.) La parete è alta circa 2 metri e ricca di tane. In un anfratto di essa è presente una “madonnina” in procinto di raccogliere un fiore sistemata nel 2000 in ricordo di un celebre sub (Rudy Crespi) scomparso prematuramente in un incidente stradale. Poco a est appoggiata alla parete una piccola ancora rimane silenziosa al passaggio di centinaia di sub. Questa scogliera e la più ambita dai sub che giungono da tutta Italia per la sua bellezza e semplicità nel percorrerla. La fauna vede varie specie tutte assiepatenello spazio della scogliera, polpi, aragoste, murene, gronghi, saraghi, cernie e spesso gruppi di barracuda sfrecciano sopra le teste dei sub. All’estremità est della scogliera, ladove questa incontra la sabbia del fondale, si trova una grande ancora “ammiragliato” vecchia di molti anni. E’ stata recuperata dal fondo dove era semisommersa grazie all’intervento del gruppo sub del “centrosubsanremo.it” e di due operatori specializzati: Govanni Siri e Franco Belmondo con l’aiuto di due palloni da 2.000Kg. di spinta

5 ARAGOSTE

La scogliera delle 5 aragoste è tra le più ricche di fauna di tana dell’intero golfo, sfortunatamente è spesso meta di pescatori con reti e palamiti ed è quindi costellata di pezzi di reti e lenze un po’ ovunque. La scogliera si presenta come una rosa di scoglio circolare ad una profondità di -41mt. alta più di un metro dal fondo e costellata di profonde tane. Le aragoste, che hanno dato il nome a questo affioramento, trovano l’abitat ideale per la loro sopravvivenza. Le profonde spaccature le proteggono dai visitatori maleintenzionati cosiché queste sono sempre visibili ai visitatori tanto da vederne spesso a gruppetti di 5 affacciarsi tra le rocce. Non di rado è possibile vedere il “Gattuccio” o la Rana Pescatrice aggirarsi furtivi sul fondale.

CYCNUS

Il relitto della nave oceanografica CYCNUS, affondò il 1° maggio del 1983 a poche centinaia di metri dall’imboccatura del porto di Sanremo su un fondale di -40mt. Doveva essere trasferito ai cantieri di demolizione ma non vi arrivò mai. Lo scafo in legno, già svuotato di tutte le parti recuperabili, si adagiò in assetto di navigazione con prua rivolta verso Genova. Con il passare degli anni, come tutti i relitti di legno, si è andato a deteriorare e oggi, ciò che rimane, è un complicato ammasso di tavole da cui emerge ancora la “spina ventrale” a cui è rimasta saldamente attaccata la grossa elica. Tra il fasciame ammassato, qualche grongo di grosse dimensioni, regna sovrano. Una miriade di “antias” popola la sommità. Tutto attorno il fango cerca di impadronirsi dello spazio. L’immersione sempre suggestiva non presenta particolari difficoltà se non la profondità stessa. La nave era lunga 35mt. e la si può circumnavigare con estrema semplicità.

BINARI

La Scogliera dei “Binari”, è cosi chiamata per la conformazione degli affioramenti immersi. Questi corrono da terra verso sud in lingue parallele a formare ampi avvallamenti di sabbia intervallati da alti scogli percorsi spesso da correnti d’acqua fredda molto fastidiose, specialmente per chi è solito usare una muta umida. Le tane sono ricche di gronghi e murene, la vegetazione è rigogliosa, in questa zona la pesca con reti e palamiti non viene fatta e la natura si mantiene al meglio. La profondità rimane tra i -32 e i -40mt. E’ consigliato non pedere di vista la guida, queste lingue di scoglio sono molto simili l’una all’altra e perdere l’orientamento per il ritorno è facile Anche qui, come in altre scogliere, è possibile imbattersi in pesci di passaggio, come il gattuccio, la rana pescatrice, la cernia …

SANTO STEFANO

MURO

Il Muro, è una profonda fenditura che attraversa la secca di S.Stefano da est a ovest. La parete si trova contraria alla costa, ad una profonditàtra i -32 e -36 mt. è molto lunga ma ricca di vita. Anche qui i pescatori non danno tregua e le lenze si “sprecano”. In periodo notturno la parete si arricchisce di pesce che “riposa” al riparo dai predatori più grossi. Le pareti come queste sono da preferire per coloro che sono ancora agli inizi; esse sono facili da percorrere e non vi è pericolo di perdere la strada del ritorno, che è sempre segnata dal muro che cade verticale verso il fondo. Per il ritorno basta seguire la caduta in senso contrario all’andata per arrivare presto all’ancora della barca appoggio o ritrovare il gruppo attardato che non si stacca di li.

FIAT BR20

Il relitto del bombardiere bimotore Italiano FIAT BR20 “Cicogna” si trova a sud dell’abitato di Riva Ligure, su un fondale di -49mt. Poggiato su un fondale sabbioso con il muso rivolto verso terra, sembra debba ancora riprendere il volo. Completo nella sua struttura metallica (unico ancora conservato), ha solo perso le parti in stoffa e legno che sono state “assorbite” dal mare.

CODA JU88

La coda dell’aereo che si trova al largo di S.Stefano al Mare (a sud del porto di Aregai), è con molta probabilità la coda di uno Junker 88 Tedesco, la forma e alcune parti recuperate con scritte in tedesco confermerebbero questa tesi. Non avendo riferimenti di aerei precipitati in zona, si ritiene che sia stata trascinata sul posto da un peschereccio che, dopo averla agganciata con le sue reti, l’ha lasciata sul basso fondo della secca di S.Stefano. Oggi si trova adagiata a -35mt. a pochi metri dalla caduta terminale est della secca. La si può ammirare durante una delle immersioni sulla parete da cui dista una decina di metri. Poco distante grandi gorgonie rosse e profonde tane permettono di prolungare l’immersione rendendo omaggio alla splendida parete. La zona aperta è spesso percorsa da forti correnti che si possono evitare stando al di sotto e riparati dalla parete. Sopra, la secca, si presenta costellata di posidonia e grossi scogli. Nelle giornate favorevoli di corrente, la si può percorrere senza pinneggiare, lasciandosi trasportare da essa. La zona è ambita meta di pescatori, il fondo è pieno di lenze che costringono i sub a fare moltissima attenzione e armarsi di affilati coltelli. Cernie, gromghi, murene, pesci luna, gattucci e anche pesci S.Pietro, sono facile incontro su questa parete.

CROCE

Il punto detto della Croce o del Canyon, si trova sull’alta caduta ad est della secca di S.Stefano. Sulla sua cigliata, emerge una grande croce in ferro la cui storia si è persa nel tempo. Mite consigliera per i sub di passaggio è meta, almeno una volta nella vita, di tutti quegli sportivi che si cimentano nell’immersione qui nel Ponente Ligure. Superata, ci si può tuffare nel Canyon, spaccatura tra due lunghi muri di roccia, “ricolmi” di vita marina. La scogliera prosegue verso sud e fa parte della stessa che passando vicino la Coda prosegue fermandosi poche centinaia di metri prima di raggiungere il relitto del BR20. Chi ha la fortuna di avere un barcaiolo fidato, può percorrerla per molti metri senza l’obbligo di ritornare sui suoi passi. La caduta comunque, è cosi lunga da richiedere molte immersioni per poterla vedere tutta.

 

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