**ROSSESE DI DOLCEACQUA**

**ROSSESE DI DOLCEACQUA** tratto da Note di Gusto
Oggi parliamo di vino…

– Zona di produzione: il territorio dei comuni di Dolceacqua, Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della cima e Soldano, oltre al comuni di Ventimiglia con le frazioni Mortola Superiore, San Bartolomeo-Carletti, Ville, Calandri, San Lorenzo, San Bernardo, Sant’Antonio, Sealza, Villatella, Calvo-San Pancrazio, Torri, Verrandi e Calnadria di Trucco, Vallecrosia Alta, Vallebona. Uva rossese per il 95-100% e altre uve rosse non aromatiche purché presenti nei vigneti, max 5%.
– Resa massima in vino: 70%
– Gradazione alcolica: 12%. Per il Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua Superiore, la gradazione alcolica minima complessiva deve essere del 13%
– Invecchiamento: previsto solo per il Dolceacqua Superiore che, obbligatoriamente, non può essere immesso al consumo prima del 1° novembre dell’anno successivo a quello della vendemmia
– Vinificazione: è consentita anche nei comuni che partecipano in parte; il sistema impiegato è quello tradizionale in rossi (con macerazione di uve disparate, è caratterizzata dal contatto tra vinacce e mosto in fermentazione. Sfruttando l’azione dissolvente dell’alcol e la temperatura (compresa generalmente tra 26 e 30 °C), i pigmenti colorati (antociani) e le sostanze tanniche presenti nella buccia dell’acino passano nel mosto, e si ritroveranno quindi nel vino dopo la separazione tra parti solide e parte liquida (svinatura).)
– Caratteristiche: colore rosso più o meno intenso con tonalità porporine e riflessi violacei da giovane, si fa rosso rubino tendente al granato se sufficientemente affinato; l’odore è vinoso ma fragrante e fruttato da giovane, inoltre acquisisce, se giustamente affinato, un profumo ampio, intenso, persistente, fine, con sentori di fragoline di bosco mature e di rosa leggermente appassita; sapore asciutto e leggermente tannico da giovane, si fa morbido, sapido, delicatamente caldo, vellutato, continuo con piacevole e tipico fondo amarognolo, se affinato a livello ottimale.
– Tempo di consumo: ottimale da 1 a 3 anni; il Dolceacqua Superiore da 2 a 4 anni (alcune anche 5-6 anni)
– Conservazione: in cantina idonea, ponendo le bottiglie in posizione coricata nei ripiani adibiti ai vini rossi.
– Abbinamenti: si sposa con l’antico e prelibato stufato di capra con fagioli, coniglio alle erbette in casseruola, cosciotto di capretto ripieno, faraona alla crema di funghi e in salmì, tordi al ginepro, vitella all’uccelletto, formaggette dell’alta Val Nervia e con moltissimi altri piatti della cucina italiana ed estera
– Modalità servizio: 16° se giovane e a 18° se Superiore, in bicchieri a calice di media grandezza e con stelo medio

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