Amo la mia terra…

Riporto un’articolo pubblicato da un blog-amico, che offre una bella panoramica dei borghi della Valle Nervia:

http://leduecampane.wordpress.com/

La Val Nervia è una delle più belle vallate del Ponente Ligure. Lunga una ventina di chilometri va dal mare fino alle cime delle Alpi Marittime. La valle è percorsa dal torrente che le da il nome, la foce è un’area di elevato interesse naturalistico. Gli antichi sentieri (mulattiere) recuperati, tutt’ ora preservati e salvaguardati da gruppi prevalentemente locali permettono di inoltrarsi ancor di più all’ interno della nostra meravigliosa vallata a piedi, in mountain bike o a Cavallo offrendo così la possibilità al viaggiatore naturalista di esplorare in tutte le bellezze naturalistiche

Camporosso è il primo paese della vallata,fu sotto il dominio di Ventimiglia fino al 1686, quando si staccò per far parte della Repubblica degli Otto Luoghi. Da ricordare sono la chiesa romanica di San Pietro (sec. XI) all’interno del cimitero,la chiesa parrocchiale, del XV secolo, dedicata a San Marco e l’oratorio del Suffragio. Gli appuntamenti tradizionali sono la processione del 20 gennaio, festa del patrono San Sebastiano, e la sagra dei “Barbagiuai”, specie di ravioli di zucca fritti, che si tiene la terza domenica di settembre. Camporosso, come pochi altre località costiere ha ottenuto un riconoscimento internazionale molto importante denominato BandiereBlu per la sua spiaggia.

 Dolceacqua è un bellissimo borgo medioevale ricco di storia. La parte originaria del borgo, chiamata dai locali “a Téra”, è quella sotto il castello dei Doria , antichi feudatari del luogo , che si raggiunge passando attraverso i caratteristici ‘carrugi’. Nei vicoli sono presenti numerose botteghe artigiane, dove si possono ammirare e acquistare prodotti tipici e cantine ove si può degustare il vino “Rossese”. Il quartiere del ‘Borgo’, sull’altra sponda del fiume è raggiungibile tramite un ponte medievale ad unica arcata. Da visitare,

oltre al castello, è la chiesa barocca di Santo Antonio Abate. Il famoso impressionista francese Claude Monet fece di Dolceacqua un soggetto per i suoi quadri. Le manifestazioni più importanti sono, la processione San Sebastiano (20 gennaio), che si svolge nella domenica più vicina al Santo, ed il 15 agosto la sagra della Michetta, un dolce tipico locale. Altra delizia della colline intorno al paese è il vino Rossese. Un vino di buona struttura e pieno di carattere, la storia o la leggenda narra che fu gradito da Napoleone Bonaparte ed Alessandro Farnese.

Rocchetta Nervina: i reperti che sono venuti alla luce sul monte Abellio, (nome di un dio celto-ligure) rivelano un’origine addirittura preromana del paese. Nei dintorni del borgo sono presenti numerosi siti interessanti, le Edicole votive sui sentieri di Oggia e Paù, le Chiese campestri di S. Antonio, S. Bernardo e S. Lucia; nel paese meriatano una visita la chiesa parrocchiale, dedicata a Santo Stefano e l’oratorio della Santissima Annunziata. Numerose manifestazioni si tengono in questo comune, da ricordare su tutte la sagra della capra e fagioli.

Isolabona è un paese di origine molto antica, difeso da un castello con un torione quadrato, restaurato qualche anno addietro all’interno del quale si svolgono le più importanti manifestazioni estive. Isolabona ha tre chiese la parrocchiale di Santa Maria Maddalena, il santuario della Madonna delle Grazie e la chiesa di San Giovanni Battista.

Apricale, caratteristico borgo medievale fortificato, è uno dei paesi più caratteristici e belli della vallata. Assolutamente da vedere sono il Castello della Lucertola, nominato già dal 1092, il campanile del Cinquecento, l’Oratorio di San Bartolomeo e la chiesa della Madonna degli Angeli. Alcuni affreschi quattrocenteschi sono visibili nella chiesa di Sant’Antonio (XIII secolo). Nei pressi di Pian del Re fu rinvenuta una necropoli a tumuli sepolcrali dell’età del bronzo, il tumulo più importante era composto da 10.000 pietre destinate alla sepoltura di un principe guerriero. Tra i vicoli del paese possiamo vedere anche degli originali “murales”. L’estate possiamo assistere a numerose manifestazioni, un appuntamento ormai fisso è lo spettacolo del Teatro della Tosse di Genova. Nella prima domenica di settembre si svolge la tippica Sagra delle Pansarole.

Pigna, per il suo storico passato e la preziosità del patrimonio artistico-monumentale è il capoluogo della valle. Il paese è costituito da una parte medievale e da una parte nuova. Le rovine della chiesa di San Tommaso, la chiesa di San Bernardo sono fra le più rilevanti testimonianze medievali. La chiesa di San Michele (XV secolo) ha la facciata traforata da un rosone gotico con una vetrata quattrocentesca che riproduce i dodici apostoli. Il centro storico del paese è assai ben conservato, molto caratteristici sono i vicoli del borgo. Per quanto riguarda le manifestazioni sono da citare il Festival della poesia e della commedia intemelia (agosto), e le feste a San Michele. In paese è presente anche un interessante Museo della Civiltà Contadina.

Castelvittorio: il borgo ha il tipico aspetto dei paesi liguri d’altura e domina la valle da una magnifica posizione. In origine chiamato Castel Dho, mutò nome in Castelfranco e finalmente in Castelvittorio. Il paese è circondato da uliveti e castagneti dove si possono visitare numerose chiese campestri. Nel borgo si trovano ancora elementi delle originarie strutture militari. L’”astregu” si incentra sulla piccola piazza, la casa pubblica e la chiesa. La leggenda del furto, da parte dei Pignaschi, della campana di Castelvittorio, ripagato dagli abitanti di Castelvittorio con il trafugamento delle ciappe che lastricavano la piazza di Pigna, rende testimonianza del suo rapporto di rivalità con Pigna.

Buggio è una frazione di Pigna e si trova a circa 5 chilometri dal suo comune. Il paesino che sorge ai piedi dei monti Toraggio e Pietravecchia conserva le caratteristiche tipiche del borgo medievale. La tradizione narra che il primo Vescovo di Nizza, San Syagrio, si recò a Buggio per cresimare i bambini.

Bajardo è un pittoresco borgo tra pini e castagni a 900 metri sul livello del mare, domina la val Nervia, offrendo una spettacolare vista delle Alpi liguri e Marittime. Fu proprietà della famiglia dei Doria che lo rese un baluardo fortificato, passò poi ai marchesi di Ceva che lo cedettero in seguito alla Repubblica di Genova. All’inizio dell’800 venne incorporato nel regno di Sardegna. In epoca preromana nel punto più alto dell’abitato sorgeva un tempio pagano e sopra queste rovine fu costruita la chiesa Vecchia. Costruita nel ’700 subì la stessa sorte del paese colpito dal disastroso terremoto del febbraio del 1887, quando perì più di un quarto della popolazione. Nell’oratorio di San Salvatore, in piazza de Sonnaz, è possibile ammirare il polittico detto “della Trasfigurazione e nella Pinacoteca Civica si trova una raccolta di dipinti di pregio. Bajardo è raggiungibile da S. Remo, dalla Valle Armea, da San Romolo, ma anche dalle Valli Argentina, Oxentina e Nervia. La festa della “barca”, che si svolge durante la Pentecoste, è una tradizionale attrazione di Bajardo.

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